Piemontesina
Langhe e Roero Territorio

Roddino: come dare colore ad una giornata uggiosa

Le Langhe si prestano bene all’idea di gita di un giorno o weekend enogastronomico. I suoi paesaggi curano gli occhi di chi vive in città fra palazzi o grattacieli e rappresentano una boccata d’aria fresca dopo una settimana di lavoro. Che fai però se capiti in Langa in una giornata uggiosa? Quando una leggera pioggia stende una coltre cupa sul paesaggio e i vigneti non sono ancora usciti dalla fase non-rem del loro sonno? Colori dominanti: grigio e marrone.

Roddino potrebbe salvare la tua giornata con qualcosa che non ti aspetti.

Il paese di Roddino.

Paese della Bassa Langa. Si, bassa nonostante i suoi 610 metri di altitudine. Terra di Dolcetti e Nebbioli, oltre i confini che delimitano la denominazione del Barolo a circa 20 km da Alba. Roddino è in quella che considero la nostra Terra di Mezzo. Con un piede nel cuore delle Langhe ed il braccio che protende verso l’Alta Langa. Lo puoi capire dai vigneti che non sono più così tanto fitti. Qua e là danno respiro a qualche ciuffo di bosco e le nocciole si fanno più insistenti.

Vado a Roddino in una di quelle giornate uggiose di cui ti accennavo poco fa, per una fugace commissione dal falegname. Non mi ricordavo il fabbricato verde e giallo. Il colore migliora subito il mio umore. Odore di legna bagnata nell’aria scalda l’umidità penetrante di fine inverno. Una signora di mezza età con i bigodini si affaccia alla finestra per indicarmi con un sorriso dove posso trovare il marito. Mi regala una dose di familiarità che accenna anche mentre me ne vado.

Il paese è ancora assopito. Poco meno di 400 abitanti alcuni dei quali ancora rintanati in casa. Gli altri me li immagino sulla via di Alba per il mercato del sabato mattina.

Cosa Fare a Roddino.

A casa ho fatto una colazione fugace e mi fermo al bar sulla sinistra per un caffè, poco prima della salita che porta alla Chiesa. Il classico caffè di paese, dai muri verdi misti a mattoni rossi. Mi inebrio di una seconda dose di familiarità.

Prima di tornare a casa prendo la salita sulla destra. Non mi ricordo l’ultima volta che ci sono stata ma il campanile che fa capolino dai tetti sembra bello. Arrivo in uno slargo e, un murale? A Roddino? Con i suoi colori richiama la cascina gialla a fianco. Le persiane e la porta azzurre scrostate le conferiscono un tono affascinante e nostalgico.

Proseguo per il vicoletto in salita che si trova tra il murale e la cascina. In cima mi appare la bella chiesa che si erge sopra la scalinata.  E’ del 1420 ed è intitolata a Santa Margherita. Ai piedi  della scalinata la Rosa dei Venti disegnata dal porfido. Mi guardo intorno e vedo case gialle, verdi ed una piccola casetta con un murale floreale che ne decora la parte inferiore.

Decido di proseguire la mia esplorazione e seguo la strada a destra della Chiesa. E’ un giro in tondo di circa 400 metri che mi fa scoprire altri tocchi di colore qua e là. Cancelli rossi, porticine verdi e qualche cagnolino super fotogenico. Confesso: sono tornata a Roddino qualche giorno dopo, in una splendida mattina di sole, prima di andare al lavoro. Ho visto i suoi colori prendere  vita, come il paesaggio che sconfina nelle Alpi  che abbracciano il nostro territorio. Ma lascio che siano le immagini a parlare.

Ecco, nel caso capitassi in Langa in una di queste giornate uggiose, ti consiglierei sicuramente una visita a Roddino. Un Paese forse ancora lontano dai più blasonati del territorio. Autentico e colorato. Ti consiglierei una passeggiata tra le sue vie magari dopo un bel pranzo super tipico ed abbondante da Gemma, che per noi gente di Langa è un istituzione e – in quanto tale – merita un capitolo a sé.

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2 Comments

  • Reply
    Cristina
    17 Marzo 2018 at 08:02

    Come inizio lo definirei splendido!
    Buon viaggio….

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