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Ristorante Massimo Camia: la raffinatezza della semplicità

Quante volte sono passata davanti al Ristorante Massimo Camia.

Lo trovi ai piedi della collina Cannubi, dove la provinciale separa il comune di La Morra da quello di Barolo. Ad onore del vero la struttura non ha mai particolarmente attirato la mia attenzione. Un blocco austero in cemento tutt’uno con la cantina Damilano. Ma immagino tu conosca il vecchio detto per cui l’abito non fa il monaco.

Entriamo.

Il pranzo da Massimo Camia è il regalo a sorpresa di Alex per il mio compleanno, in un’ancora troppo fredda domenica di inizio marzo imbiancata dall’ultima nevicata.  Non essendo preparata al contesto, i passi prima di varcare la soglia sono accompagnati da una leggera ansia mista ad euforia. Perché a volte abbiamo l’idea che certi ambienti non siano alla nostra portata. Non per causa loro – sia chiaro – ma perché troppo spesso ci sentiamo inadeguati alle situazioni. Senza un motivo specifico. O forse perché non le conosciamo abbastanza.

Arrivati in cima alla scalinata ci accoglie la signora che in seguito scoprirò essere Luciana, la moglie di Massimo Camia. Ci accompagna al nostro tavolo nel mezzo della sala. Ho sempre pensato che le grandi vetrate che danno sulla strada non potessero offrire un granché di spettacolo. Invece dal nostro tavolo la strada non si vede e le finestre sono la cornice perfetta a file ordinate di nocciole e campi. Al di sopra puoi scorgere il paese di La Morra. Due quadri viventi di Langa.

L’ambiente non è grande e crea un’atmosfera accogliente ed intima quanto basta. Gli ospiti parlano e ridono pacatamente sovrastati dalla voce di Ed Sheeran che canta Perfect in sottofondo. Guardo la neve e torno indietro di tre mesi. Inizio a rilassare le spalle .

Le linee pulite e l’allestimento minimal della sala ne esaltano un’eleganza semplice e raffinata. I quadri di Mauro Rosso smorzano i toni dominanti del beige e marrone.

Dopo pochi minuti un entourage di sala giovane e professionale si alterna al nostro tavolo. Con un caldo sorriso e poche parole ben dette sciolgono le briglie dei miei nervi tesi. Finalmente inizio a godermi il mio regalo.

Il menu

Dopo la breve parentesi natalizia regalataci da Ed Sheeran, faccio un tuffo in avanti, nell’estate che vorrei fosse già qui. Io ed Alex optiamo per il menu degustazione Il mare di Massimo Camia  abbinato ad un Franciacorta Mosnel Satèn 2012.

La delicata mineralità del calamaro e delle vongole, la freschezza della menta, l’acidità del lime mi teletrasportano in riva al mare tra l’odore di iodio e salsedine. I piatti rispecchiano l’idea di raffinata semplicità che mi sono fatta del locale non appena entrata. Quattro, cinque ingredienti di altissima qualità accostati con meticolosa cura, senza strafare.

Così come Massimo Camia, che vediamo uscire più volte dalla sua cucina per ringraziarci di essere lì e chiedere se va tutto bene. “Benissimo Grazie!” dico impacciata con un sorriso esagerato. Che si può dire ad uno chef stellato della suo ottima cucina? Faccio un plauso alla mia originalità.

Strana scelta il menu di mare per una che vuole raccontare il territorio, vero? Penso però che le Langhe non siano solo vitello tonnato, battuta di fassone e agnolotti del plin. Quelli avrò modo di raccontarteli letteralmente in tutte le salse e in ogni rivisitazione possibile. Le Langhe sono anche fatte di stelle adagiate ai piedi di una collina prestigiosa che vogliono raccontare il loro territorio ma soprattutto, se stesse.

Mi danno del tradizionalista ma io non mi definirei così o almeno non solo, ecco” mi rivela Massimo Camia. Tra le varie portate presenti in carta, trovi infatti alcuni dei piatti tipici del nostro territorio proposti in una veste più contemporanea.

Giunti quasi alla fine del pasto, scopriamo che è possibile variare il dolce del menù degustazione con altri presenti in carta. Questo è il momento in cui sfodero tutto l’orgoglio langarolo di cui sono capace ed opto per il dolce Per Michele Ferrero (in sua memoria), il cui ingrediente principe non può che essere una morbida mousse di nutella… mi sciolgo una volta per tutte!

 

 

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