Negretti: storia di due fratelli e dell’incredibile ascesa dei loro vini

“Ho un nome nuovo del Barolo da degustare.  Davvero notevole. Qualcuno lo conosce?” Questa frase è stata postata su Facebook il 23.07.2016 da James Suckling, uno dei critici enologici che la rivista Forbes ha definito tra i più autorevoli al mondo. Era riferita alla degustazione del Barolo e del Barolo Bricco Ambrogio 2012 dell’ Azienda Agricola Negretti. Che dici, la scopriamo insieme? Andiamo.

Questo articolo potrei scriverlo copia-incollando il nuovo sito web dell’ azienda, che risponde in maniera moderna, efficace e con un accento romantico-affettivo, alle 5W del giornalismo. A queste se ne aggiunge una sesta imprescindibile.

Negretti: W come WINE

Siamo a Santa Maria, alle pendici della collina che porta a La Morra, uno dei comuni più vocati alla coltivazione di nebbiolo da Barolo.
Qui, Massimo ed Ezio, alias i fratelli Negretti, producono vini dal 2003 quando, alla vigilia di inizio vendemmia, mamma Graziella e papà Maurizio con la marcia già ingranata ed un piede sull’acceleratore, lasciano ai due le chiavi dell’azienda salutandoli più o meno così:

Buona fortuna. Noi andiamo al mare ci vediamo tra qualche settimana!

Come spesso accade nelle famiglie di viticoltori, c’è una lunga tradizione a fare da solide fondamenta .  Una storia che inizia a deporre i primi mattoni agli inizi del ‘900 con i bisnonni di Massimo ed Ezio.
E’ però con loro che l’azienda ha una svolta.
Cambia la filosofia e si inizia a produrre con una cura artigianale, che sapientemente plasma i vini avvalendosi di tecnica e modernità per farne risaltare le caratteristiche del terroir.

Ezio e Massimo Negretti | ph credits: Piemontesins

Negretti: la classe non è acqua … è vino!

I vini Negretti si rivelano in un crescendo dirompente che non perde in raffinatezza e pulizia. Come quando inizi a canticchiare sottovoce una canzone ma ti lasci completamente andare non appena parte il ritornello.

La stessa impressione vale per la sorprendente ascesa dei vini stessi, con i notevoli premi e riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni: dai 92, 93, 94 punti di James Suckling ai Tre bicchieri del Gambero Rosso nel 2018 per il Barolo Bricco Ambrogio e, quest’anno anche per il Barolo Rive.

I riconoscimenti di Negretti vini | ph credits: Piemontesina

50 mila bottiglie annue prodotte con i 13 ettari di proprietà di cui più di 8 coltivati a nebbiolo da Barolo. In cantina botti di rovere austriaco (dai pori più stretti che permettono un ossigenazione più lenta), svizzero, francese e di Slavonia. L’uso di barrique è limitato così da orientare l’affinamento verso sistemi più tradizionali ( botti grandi).

Negretti: la cantina | ph. credits: Piemontesina

Negretti: la cantina | ph. credits: Piemontesina

Anche in cantina si respira la modernità mista a sentori più tradizionali. La grande porta in vetro scorrevole e gli accenti di colore sono addolciti dal profumo di legno. Impeccabile la pulizia.

Scopriamo i vini…

La linea vini della Cantina Negretti | ph credits: negretti.com

Langhe Doc Chardonnay DADÀ 2016

Io adoro lo chardonnay, soprattutto se affinato in legno ed ho amato questo vino di cui avevo tanto sentito parlare.
Dadà è il soprannome di nonna Adriana ed è un richiamo ai sentori di questo vino che rimandano alla campagna, con i suoi fiori e frutti.
100% chardonnay dal colore intenso e brillante, quasi oro.
E’ uno chardonnay che viene sottoposto a 3 diversi tipi di fermentazione e affina in barriques.
Intenso al naso con note di frutti e fiori bianchi arricchiti da una nota erbacea e minerale sul finale.
La nota sapida e fresca chiude anche in bocca e lascia una lunga persistenza che richiama il sorso successivo.

Barbera d’Alba Doc Superiore 2016

100% Barbera che affina per 12 mesi in botti di rovere tedesco da 25 hl.
Rosso porpora intenso con riflessi rubino.
Una barbera dirompente, calda e intensa. Al naso sentori di frutti di bosco, ciliegia e marmellata di prugne. Una bella freschezza in cui si riconosce una vera barbera.

Nebbiolo d’Alba Doc Minot 2016

100% nebbiolo affinato per 12 mesi in barriques.
Rosso porpora limpido e brillante.
Al naso sentori di viola, frutti rossi e note mentolate. Un vino che avvolge la bocca in modo elegante con un finale quasi dolce come il ricordo del bisnonno Minot.

Barolo DOCG Mirau 2014

100% nebbiolo affinato per 24 mesi in botti grandi di rovere svizzero.
Dal terreno ricco di microelementi di questo vigneto nasce un vino unico. Un vino che profuma d’Oriente con le sue decise note speziate che evolvono anno dopo anno. Una suadente complessità fuori dagli schemi. Assolutamente da provare!

Barolo DOCG Rive 2014

Questo è il barolo che scelgo io! L’ ho amato ancor prima che vincesse i 3 bicchieri del Gambero Rosso.
100% nebbiolo affinato per 24 mesi in botti grandi di rovere francese e austriaco.
Colore rosso rubino.
Un vino caldo seppur vellutato. Il più femminile ed elegante della linea dei Baroli. Al naso sentori di fiori, fragoline di bosco e marmellate di frutti rossi arricchiti da note  fragranti. Un palato più morbido ben bilanciato dalla freschezza e dai tannini.

Barolo DOCG Bricco Ambrogio 2014

100% nebbiolo affinato per 24 mesi in barrique.
E’ il Barolo più deciso ed irruente. Intenso, complesso. Caldo in bocca e dalla lunga persistenza. Sentori di frutti rossi maturi, spezie e cuoio. Un tannino avvolgente ed una decisa freschezza. Un barolo dirompente e strutturato dal grande potenziale di invecchiamento.

È giunto ora il momento di aprire una breve parentesi personale. Sì, perché Ezio è amico di mio marito da sempre. Sono praticamente cresciuti insieme. Io  invece ho imparato a conoscerlo negli ultimi anni. Oggi lui e la sua compagna Romina, sono cari amici e nostri fidati compagni di mangiate e bevute sincere.

Posso quindi dire che riconosco un po’ di Ezio –  e certamente anche di Massimo – nei vini Negretti. Ne riconosco la discrezione e allo stesso tempo la decisione. Riconosco il fatto di rivelarsi e di esprimersi in un crescendo che mantiene uno charme d’altri tempi.

Bravi ragazzi!

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