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Laboratorio di pittura con il vino: a scuola con il Maestro Giovanni Cauda

Alcune passioni sono primordiali ed innate. Se siamo fortunati e le coltiviamo crescono con noi. A volte la ragione ci convince a metterle a riposo e restano nascoste per non si sa quanto tempo. Poi bussano all’improvviso alla porta della tua anima per dirti “Ehi, siamo le tue passioni e siamo sempre state qui!”.

Altre, invece, arrivano con il tempo, con il bagaglio di esperienze che ti forgiano lungo il percorso che un po’ ti sei scelto e un po’ si è delineato strada facendo. Sono le passioni più “mature” che per quanto importanti e vere – almeno per me – non hanno lo stesso impatto emozionale e travolgente di quelle primordiali.

Quando ero bambina, il disegno dava forma ai miei sogni e pensieri. Lì sconfiggevo le mie insicurezze. Lì potevo costruire il mio mondo perfetto. Lì potevo essere chi e come volevo.

Il bello del disegno e della pittura sta nel non avere regole, sono impulso ed emozioni. Per questo le amo così tanto. Nessuno può obbligarti a dipingere i prati verdi ed il cielo blu se tu li vedi e vivi di un altro colore. Nessuno può obbligarti a colorare o dipingere rispettando i contorni se vuoi andare oltre i confini segnati.

Qualche settimana fa il disegno ha bussato alla mia porta. Quando ho scoperto che il maestro Giovanni Cauda avrebbe tenuto un corso di pittura con il vino nella bellissima cornice di Cascina Barac, un agriturismo a San Rocco Seno d’Elvio, vicino a Barbaresco.

IL MAESTRO GIOVANNI CAUDA

Esposizione del Maestro Giovanni Cauda a Cascina Barac – Photocredits: Cristina Cobelli

 

Classe 1952, nato a San Damiano d’Asti ma residente ad Alba. Disegna e dipinge da sempre. Poco con i colori a olio e acrilici. Quasi esclusivamente con l’acquerello con cui ritrae i paesaggi, suoi soggetti preferiti. Il mare prima di tutto, poi l’autunno con i suoi colori e gli inverni con i suoi manti innevati, dove il gioco di nero su bianco rivelano una tecnica che mi lascia di stucco.

Nel 2014 si è aggiudicato il 1° premio di pittura estemporanea “Isola di Capraia”, che al tempo vedeva tra i giurati la direttrice del museo degli Uffizi di Firenze.

Espone a Dolceaqua, il caratteristico borgo degli artisti nell’entroterra ligure, nonché scenario di alcuni dipinti di Monet. È anche autore di alcuni murales che decorano il paese di Montelupo Albese.

“L’idea di un laboratorio di pittura con il vino nasce circa un anno fa, in occasione della festa del riciclo di Sinio.”

Esposizione del Maestro Giovanni Cauda a Cascina Barac – Photocredits: Cristina Cobelli

COME DIPINGERE CON IL VINO

Puoi utilizzare il vino puro e semplice ma non appena il colore asciuga rimane molto tenue ed è necessario ricalcare.

Puoi lasciare il vino al sole per un po’ di tempo, in modo che evapori parte dell’acqua ed il colore rimanga più concentrato. In alternativa esistono degli addensanti da aggiungere al vino.

Dipingere con il vino ha molte similitudini con la tecnica dell’acquerello e non è difficile capirne il motivo. In entrambe i casi si tratta di acqua e pigmenti, solo che il range di colori è ridotto a cinquanta sfumature di rosso. Ti puoi divertire a giocare con il rosso porpora della barbera, a quello più violaceo del dolcetto o granata del nebbiolo.

Poche ma efficaci le linee guida:

“Prima di tutto il disegno. C’è chi lavora a mano libera, per me invece è importante avere anche basi solide di disegno. Poi dobbiamo scegliere da che parte del nostro foglio proviene la luce e caricare di più il colore nelle zone in ombra.”

Date queste dritte mi sono persa per un paio di ore in un’altra dimensione. Stavo dipingendo il mio disegno con il vino, seduta sotto un gazebo nel giardino di Cascina Barac in un caldo pomeriggio di mezza estate. E se alzavo gli occhi vedevo solo le vigne delle mie amate Langhe.

Il mio primo disegno dopo dopo quasi 20 anni – Photocredits: Cristina Cobelli

 

Ringrazio il maestro Giovanni Cauda, che mi ha esortato a non mollare più matita e pennelli. Lo ringrazio per aver risvegliato i miei sogni sopiti di bambina e per avermi dato l’opportunità di abbinare le mie passioni primordiale a quelle più mature.

 

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